Gli strumenti che il mutuatario può mettere in atto per evitare il pignoramento

Condividi, così aiuti chi è in difficoltà
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In un precedente articolo abbiamo parlato di quello che è l’iter procedurale che la banca dovrà seguire per arrivare all’ asta dell’immobile per vendere il bene e recuperare il suo avere, quando il debitore non ha provveduto a pagare le rate del mutuo contratto.

Vediamo invece ora quali sono gli strumenti che ha il cliente a tutela della propria posizione quando ha il sentore di non poter più pagare le rate del proprio mutuo o inizia a non pagare le prime.

Quando il contraente ha stipulato un mutuo, le procedure da seguire sono differenti a seconda che il debito sia stato contratto prima o dopo l’anno 2017.

Se il mutuo è stato stipulato dall’ anno 2016 ad andare dietro, data di entrata in vigore del Decreto Legislativo che recepiva  una direttiva dell’Unione Europea, precisamente la n. 17/UE-2014, in quel caso la banca adotterà ancora la vecchia normativa quindi saranno sufficienti alla Banca per far decadere il cliente dal beneficio del termine ed iniziare le procedure per il recupero 7 rate non pagate.

Viceversa per i mutui contratti dopo l’anno 2016, si applicherà  il D.L. di cui sopra.

Vediamo allora cosa ha previsto il Decreto Legislativo del 2016.

La Banca a seguito di tale riforma dovrà attendere ben 18 rate di morosità per avviare la pratica per arrivare al pignoramento dell’immobile in caso di mutuo non pagato ed esclusivamente per clienti privati e per immobili di sola categoria catastale residenziale ( escludendo pertanto i mutui aziendali e tutte le unità immobiliare che non fossero di tipo residenziale).

Ma non solo questo è lo strumento a tutela del cliente che si t6rova in condizioni di difficoltà di pagamento.

Altro strumento che può essere di aiuto a chi non è più in grado di onorare le proprie rate di mutuo quindi evitargli il pignoramento è la SOSPENSIONE DEL MUTUO.

Vediamo in cosa consiste e quando è applicabile.

Il decreto Milleproroghe del 2018 ha rinnovato per gli anni 2019 e 2020 l’accordo firmato nel 2015 tra ABI, MISE, MEF e Associazioni dei Consumatori, che prevedeva la possibilità, per chi ha perso il lavoro o ha subito una importante riduzione dell’orario, di poter sospendere il rimborso delle rate di mutuo della quota capitale continuando a corrispondere in quel periodo solo la quota interessi. Tale beneficio può avere la durata massima di 12 mesi.

La durata del piano di ammortamento viene prolungata del numero di mesi corrispondente alla sospensione accordata.

LA RINEGOZIAZIONE DEL MUTUO è l’ altra possibilità che il cliente mutuatario quando si accorge che la rata risulta troppo alta e che vi sono condizioni di mutuo più favorevoli può chiedere appunta di rinegoziare il proprio contratto di mutuo. Ciò può consentirgli di evitare il pignoramento della casa nell’ ipotesi di mancato pagamento delle rate del finanziamento.

La rinegoziazione comporta la modifica delle condizioni in essere con la propria banca con l’intendo di ottenere una rata più bassa. Quasi nella totalità dei casi, la richiesta di modifica riguarda le clausole inerenti la durata del piano di rimborso o il tasso di interesse applicato come pure il passaggio da un tasso variabile a fisso o viceversa. Può anche riguardare la riduzione dello spread o la riduzione/eliminazione delle spese periodiche, come quelle relative ai costi di incasso rata.

Tali modifiche richiedono che il clienti inviti la banca per iscritto e che questa si concretizzi in un accordo bilaterale sulle clausole che si vogliono modificare.

LA SURROGA è un altro rimedio che il mutuatario può utilizzare a proprio favore per evitare un eventuale procedura esecutiva per mancato pagamento rate.

Quando non si riesce a dialogare con il proprio istituto di credito quindi la rinegoziazione del mutuo non sortisce effetti, si può optare per la surroga.

Questa consiste nella possibilità di spostare il mutuo da una banca ad un’altra qualora il cliente trovi delle condizioni più vantaggiose per quanto attiene lo spread e i tassi di interesse.

La surroga del mutuo è un’operazione completamente gratuita, per la quale le banche non possono applicare alcun tipo di commissione. Quindi, è possibile spostare il mutuo senza oneri accessori, scegliendo l’istituto di credito che propone i tassi più vantaggiosi disponibili al momento, evitando di pagare costi per la perizia, l’istruttoria pratica o altre voci.

Ultima possibilità ma non ultima per importanza è il FONDO DI SOLIDARIETA’.

La legge n. 244 del 24 dicembre 2007, ha previsto un Fondo di Solidarietà presso il MEF, a sostegno di coloro che hanno contratto mutui prima casa è versano in condizioni di difficoltà economica di tipo temporaneo.

Esso consiste nella possibilità di sospendere per una durata complessiva di 18 mesi e per ben due volte il pagamento delle rate rimandandone quindi il pagamento.

Non è di applicazione automatica ma occorra che sia siano verificate delle condizioni, in particolare che nei tre anni precedenti la richiesta il mutuatario sia stati rispettate le seguenti condizioni:

  1. l’intestatario del mutuo deve avere perso il lavoro a tempo determinato o indeterminato oppure deve essere stato collocato in cassa integrazione;
  2. l’intestatario deve avere subito un handicap grave o trovarsi in una situazione di non auto-sufficienza.
  3. l’ ISEE sia per il caso a) che b) non deve aver superato i 30.000 euro o l’importo del mutuo non deve essere superiore a 250.000 euro.

Inoltre, è necessario avere pagato le rate del mutuo almeno per un anno al momento della richiesta e non bisogna avere accumulato più di 90 giorni di ritardo nel pagamento.

Sistema Esecuzioni

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