Le esecuzioni immobiliari ai tempi del Covid-19

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Il Covid19, non ha portato solo una diffusione virale a livello sanitario ma, anche una diffusione virale a livello economico.

Parlando sempre dell’argomento che a noi principalmente interessa e cioè tutto quello che gira intorno alle esecuzioni immobiliari, debiti per rate mutuo non pagate, crediti deteriorati ecc, vediamo come la macchina amministrativa delle esecuzioni ed aste è praticamente ferma.

Tribunali vuoti, cancellerie in stasi, procedure sospese.

Il Governo infatti ha sospeso aste, sfratti e ed esecuzioni.

Chi se ne è interessato in modo maggiormente approfondito di questo argomento è stato l’associazione T6, dove “T6” sta per “Tavolo di Studio sulle Esecuzioni Italiane”, che ha anticipato un po’ quello che poi sarà una successiva analisi ad inizio anno successivo sui dati completi 2020 della situazione appunto delle esecuzioni immobiliari.

Il quadro che ne esce è allarmante. Le esecuzioni sono in discesa mediamente del 40% in questo primo semestre 2020 con punte superiori in città metropolitane come Roma (- 47%), Milano (- 46,84%), Napoli (-51%) ma anche in città considerate da subito “zone Rosse” come Lodi (-60,42%).

La causa è principalmente dovuta al fatto che il Governo ha bloccato con il Decreto Legge Cura Italia i pignoramenti fino a tutto il 31 del mese di ottobre, ragion per la quale in forza di una legge non si potrà procedere.

L’Osservatorio, mette a confronto poi i dati con quelli chiusi nel 2019 e ne esce un dato molto diverso:

Secondo il Report del 2019, la produttività dei tribunali è molto cresciuta: gli uffici giudiziari hanno chiuso 89913 procedure esecutive, con un saldo positivo del 104% rispetto ai 43.434 fascicoli iscritti ex novo nel 2019.

Ecco allora che necessariamente tutti coloro che lavoravano intorno a questo settore sono risultati danneggiati.

L’Osservatorio poi pone l’analisi sulle tempistiche dei Tribunali italiani fotografandone il quadro, la migliore tempistica nella definizione delle esecuzioni immobiliari nel 2019 vede sul podio Trieste, con una media di 2 anni e 5 giorni, Ferrara con 2 anni e 41 giorni, e Trento, con 2 anni e mezzo . Seguono Aosta (2,56), Gorizia (2,66), e Napoli Nord, il tribunale classificato “molto grande” che chiude le procedure esecutive in 2 anni e 75 giorni. Bolzano (2,84), Savona (2,85), Como (2,99) e Busto Arsizio con una media di tre anni chiudono la classifica dei “magnifici 10”. Nonostante il gran numero di pratiche, Roma si piazza ventiduesima, con 3 anni e 56 giorni. Cagliari, con 6 anni e 87 giorni, ha invece i tempi di definizione più lunghi, tallonata da Enna (6 anni e 78 giorni) e Patti, altro tribunale siciliano, con 6 anni e 77 giorni.

Ecco che ne esce fuori, un quadro apparentemente positivo per il crediti deteriorati ed i debitori, ma questa stasi associato alla situazione pandemica che necessariamente ha portato e porterà a crolli di fatturato e conseguentemente dell’economia, genererà un ulteriore aumento degli stessi con moli di lavoro elevate per i Tribunali.

Sistema Esecuzioni

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