Parliamo di Eco-Sismabonus 110%

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Argomento Sismabonus ed Ecobonus, oggi è quello di maggiore attenzione periodo Covid19 tra quanti emanati dal Governo, dopo gli incentivi economici diretti alle famiglie imprese e lavoratori.

Già abbiamo affrontato questo argomento in un nostro precedente articolo dove ancora era una proposta – c.d. bozza – , oggi però con il DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34, meglio noto come DECRETO RILANCIO, possiamo a parlarne con maggiore contezza e cognizione di causa.

Fermo restando la percentuale di detrazione che è a tutti nota ed è ben del 110%, affronteremo quello che è la parte più spinosa e dubbia dell’incentivazione posta, ed è quella dello “Sconto in Fatture e della Cessione del Credito”.

Nei giorni seguenti continueremo ancora a parlare di questo argomento affrontando altri aspetti, per ora vediamo questo.

Partirei proprio con il citare in modo integrale l’art. 121 del Decreto Rilancio intitolato “Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile” Che fa capo al Titolo VI del Decreto, Misure Fiscali.

Art. 121

Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto  sul  corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile

  1. I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi elencati al comma 2 possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

 a) per un contributo,  sotto  forma  di  sconto  sul  corrispettivo dovuto fino a  un  importo  massimo  pari  al corrispettivo  dovuto, anticipato dal fornitore  che  ha  effettuato  gli  interventi  e da quest’ultimo  recuperato  sotto  forma  di  credito  d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad  altri  soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

 b) per la trasformazione  del  corrispondente  importo  in  credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

  2. In deroga all’articolo  14,  commi  2-ter,  2-sexies  e  3.1,  e all’articolo 16, commi 1-quinquies, terzo, quarto e quinto periodo, e 1-septies, secondo e terzo periodo, del decreto legge 4 giugno  2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto  2013,  n. 90, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano  per le spese relative agli interventi di:

 a) recupero del patrimonio edilizio  di  cui  all’articolo  16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui  redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986, n. 917;

 b) efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;

 c) adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.  90,  e  di  cui  al comma 4 dell’articolo 119;

 d) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti,  ivi inclusi quelli di sola  pulitura  o  tinteggiatura  esterna,  di  cui all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;

 e) installazione  di  impianti  fotovoltaici  di  cui  all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986, n.  917,  ivi  compresi  gli  interventi  di  cui  ai  commi  5  e  6 dell’articolo 119 del presente decreto;

 f) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno  2013,  n.  63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 8 dell’articolo 119;

  3. I crediti d’imposta di cui al presente articolo sono  utilizzati anche  in  compensazione  ai  sensi  dell’articolo  17  del   decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate  residue  di detrazione non fruite. Il  credito  d’imposta  e’  usufruito  con  la stessa ripartizione in quote  annuali  con  la  quale  sarebbe  stata utilizzata  la  detrazione.  La  quota  di  credito   d’imposta   non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso. Non si applicano i limiti  di cui  all’articolo  34  della  legge  23  dicembre  2000,  n.388,  all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

  4. Ai fini del controllo, si applicano, nei confronti dei  soggetti di cui al comma 1, le attribuzioni e i poteri previsti dagli articoli 31  e  seguenti  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. I fornitori  e  i soggetti cessionari rispondono  solo  per  l’eventuale  utilizzo  del credito d’imposta in modo irregolare o in  misura  maggiore  rispetto allo sconto praticato o al credito ricevuto. L’Agenzia delle  entrate nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo procede, in base  a criteri selettivi e tenendo anche  conto  della  capacità  operativa degli  uffici,  alla  verifica  documentale  della  sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione  d’imposta  di  cui  al comma 1 del presente articolo nei termini di cui all’articolo 43  del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  600  e all’articolo 27, commi da 16 a  20,  del  decreto-legge  29  novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni dalla  legge  28  gennaio 2009, n. 2.

  5. Qualora sia accertata la mancata integrazione,  anche  parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta,  l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo  corrispondente  alla detrazione non spettante nei confronti dei soggetti di cui  al  comma 1. L’importo  di  cui  al  periodo  precedente  e’  maggiorato  degli interessi di cui all’articolo 20 del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  602,  e  delle  sanzioni  di  cui

all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

  6. Il recupero dell’importo di cui al comma  5  e’  effettuato  nei confronti  del  soggetto  beneficiario  di  cui  al  comma  1,  fermo restando,  in  presenza   di   concorso   nella   violazione,   oltre all’applicazione dell’articolo 9, comma 1 del decreto legislativo  18 dicembre 1997,  n.  472,  anche  la  responsabilità  in  solido  del fornitore che  ha  applicato  lo  sconto  e  dei  cessionari  per  il pagamento dell’importo di cui al comma 5 e dei relativi interessi.

  7. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle  entrate,  da adottare entro trenta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  del presente  decreto,  sono  definite  le  modalità   attuative delle disposizioni di cui al presente articolo,  comprese  quelle  relative all’esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via telematica.

Vediamo ora di analizzare in modo molto semplice tale artico.

Esiste la prima possibilità quella che il detto contributo possa essere utilizzato in modo diretto dal soggetto percettore del contributo e quello è la modalità più semplice e meno interessante in quanto il soggetto che avrà, rispettando tutti i canoni e parametri della legge beneficiato di tale contributo, dovrà anticipare i lavori e poi detrarsi negli anni successivi lo stesso. Ipotesi poco interessante sia perché i lavori dovranno essere anticipati dal soggetto richiedente, sia perché molte potrebbero essere le ipotesi che vista l’importanza della stessa non si riuscirebbe a detrarla tutta e pertanto vedersela perdere, in particolare per chi non ha redditi medio alti.

Ecco che è interessante l’ipotesi dove il soggetto beneficiario possa cedere integralmente all’impresa o a più imprese che hanno svolto i lavori come sconto della fattura, ed a loro volta detrarlo dalle imposte, cederlo ad altri loro fornitori o portarlo in banca per cederlo ad istituti bancari / finanziari.

Questa è la novità rispetto al precedente decreto in quanto ora c’è la facoltà di cederlo ad imprese del settore creditizio, con immediata monetizzazione.

Vediamo ora in base al Decreto quali sono i lavori che si possono eseguire coperti da cessione del credito e sconto in fattura:

– Recupero del patrimonio edilizio

– Efficienza energetica

– Adozione di misure antisismiche

– Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti

– Installazione di impianti fotovoltaici

– Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici

Per un maggiore approfondimento si può consultare l’art. 119, del medesimo Decreto.

Importante considerazione da tener presente, fatta la premessa che il beneficio parte da luglio 2020 e termina il 31 dicembre 2021, è che non è possibile né recuperare la quota dell’anno che non si è scomputata con la compensazione, né può essere richiesta a rimborso; ecco che è importante prevedere bene la quota da trattenere per se e cedere la restante.

Detto questo posso aggiungere due cose:

– che sono tutte le imposte attualmente compensabili con F24 a poter essere utilizzate.

– che per l’inizio della compensazione il Decreto non dice nulla; e (L.205/2018) il credito maturava a marzo dell’anno successivo l’intervento. Nel caso dell’art.10 del D.L. Crescita del 2019 (cosiddetto Sconto immediato) il credito era immediatamente utilizzabile.

Infine l’art. 119, al comma 11, specifica che occorre un visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesti la sussistenza  dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta per gli interventi di cui al presente articolo. Il visto  di  conformità  é rilasciato ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b), del comma 3 dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e dai responsabili dell'assistenza fiscale  dei  centri costituiti dai soggetti di cui all'articolo 32 dello  stesso  decreto legislativo n. 241 del 1997. 

In breve dai dottori commercialisti, ragionieri commercialisti, consulenti del lavoro e coloro che sono iscritti nei ruoli tenuti presso le camere di Commercio alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria, le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori.

Costoro trasmetteranno con modalità ancora da determinarsi l’asseverazione per il beneficio del bonus.

Gianluigi Montini

 

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